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Nella periferia , intima condivisione

universo a Spazio Somnia

Spazio Somnia nasce come luogo d'incontri per l'arte (teatro , musica , danza , pittura...) e per l'espressione del sè con il tutto .

Spazio Somnia è aperto a tutti coloro che volessero avere a disposizione uno spazio fisico dove fare prove di musica , teatro danza , meditazione e altre espressioni umane.

Per info su disponibilità di giorni e orari telefonare al n. 380/5268526 (Federico)

 

 

Unus Mundi (il mondo è UNO) e la spiritualità del denudarsi

" E’ importante recuperare una dimensione laica di spiritualità.

Una spiritualità intesa come ritorno al proprio essere interiore e alla sua condivisione.

Penso che questo sia il punto di partenza non solo dell’educazione del futuro, ma anche della nuova economia, ecologia e politica. Nel futuro ci saranno meno barriere tra vita pubblica e privata, staremo meno sulla difensiva, diverremo un pò più trasparenti e sinceri, poiché crescerà sempre più la consapevolezza di essere interconnessi, la consapevolezza di essere ogniuno un aspetto diverso e necessario della realtà, della comunità. In questo l’arte certamente può venire in aiuto, ma si tratta di imparare un pò tutti l’arte di denudarsi, di cominciare a farci vedere così come realmente siamo, senza maschere.

E’ un processo graduale che sta già avvenendo, il bisogno di intimità e condivisione è tra i più profondi che abbiamo. Lì dove questo non accade si trasforma in morbosità. La morbosità mediatica verso episodi come quello di Avetrana sono la conferma di ciò.

Noi abbiamo un’innata curiosità, un desiderio spontaneo di sapere il vero su tutto ciò che riguarda la vita e la morte, lì dove questo desiderio viene frustrato si trasforma in morbosità. Abbiamo un profondissimo bisogno di intimità, di vita vera, non ne possiamo più di esperienze, gesti e parole senza sostanza, sta qui il nostro più acuto dolore. Non ne possiamo più di politici senza nome, senza calore, senza nuda sincerità. Sta qui il successo di leader nuovi come Nichi Vendola.

E’ fondamentale recuperare questo tipo di spiritualità nella politica come altrove altrimenti continueremo a ripetere sempre gli stessi errori in maniera meccanica e inconsapevole. La storia non cambierà. Cambieranno i personaggi, i tempi, i paesaggi esteriori, ma l’interiorità non viene trasformata, la coscienza non viene modificata.

Abbiamo bisogno di coltivare la spiritualità del denudarsi, non la spiritualità dell’essere buoni e servizievoli, non la spiritualità dell’essere i giusti che combattono eternamente il male che sta lì da qualche parte li fuori. Dobbiamo cominciare tutti a sentirci un pò meno giusti e un pò più cattivi, dobbiamo cominciare a vedere come un pò di quel male e di quel nemico che mi è così facile riconoscere fuori, sta anche qui dentro.Altrimenti la storia si ripeterà all’infinito.

L’interiorità prima di essere trasformata ha bisogno di essere riconosciuta senza giudizi morali di bene/male, giusto/sbagliato. Ha bisogno per prima cosa di essere accettata così com’è.

Ha bisogno di essere apprezzata cosi com’è, semplicemente nel suo rappresentare una parte della realtà, una sfaccettatura dell’essere.

Non ci può essere democrazia finchè non c’è profonda democrazia, vale a dire finchè non impariamo ad accettare, accogliere, includere ogni esperienza dell’essere, ogni stato d’animo, ogni sfaccettatura emotiva della nostra umanità.

Continueranno ad esserci guerra e violenza nella misura in cui continueremo ad ignorare la parte terribile ed aggressiva del nostro ESSERE, la parte cattiva, e a proiettarla sugli altri, chiunque essi siano. Ci sarà incomprensione, disintegrazione e violenza nella misura in cui continueremo ad evitare la rabbia in noi stessi e negli altri, nella misura in cui riterremo di non avere nulla di che condividere con coloro che vivono una vita esasperata dal conflitto, coloro che esprimono rabbia, sofferenza, paura.

Prima o poi qualcuno dovrà fermarsi ad ASCOLTARE. Prima o poi qualcuno dovrà assumersi il compito di facilitare il processo di integrazione, il processo di accettazione, il processo di trasformare la “merda” in compost per far crescere la comunità.

Non c’è altra strada se vogliamo affezionarci veramente gli uni agli altri, se vogliamo cominciare a cooperare e percepirci come una grande famiglia umana, come un Unus Mundi." 

di Giuseppe Conoci

 

 

 

 

 

 

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